Parrocchia Collestrada

Madonna di Collestrada
Madonna di Collestrada

Nei documenti del Medioevo la località viene indicata come “collis strate”, cioè “Colle della Strada”, di quella strada che univa Perugia ad Assisi. Il luogo è noto per essere stato sede di un importante lebbrosario fatto costruire dal Comune di Perugia intorno agli anni Venti del Duecento, ovvero poco dopo essere passato alle dipendenze di questa città mentre, fino agli inizi del secolo era appartenuto al contado di Assisi. La parte del complesso riservata ai malati maschi era intitolata a San Lazzaro, quello dedicato al ricovero femminile era detto di Santa Marta mentre quanto serviva ad alloggiare i sani, ai magazzini, cantine, e quant’altro necessario al presidio comunale, era intitolato a Santa Maria. Non lontano vi era poi, ma in territorio rimasto assisano, il cosiddetto “Spedalicchio”, che era punto di riposo e ristoro per i viandanti.

Collestrada è un caratteristico borgo fortificato la cui cinta muraria, residuo appunto del complesso del Santa Maria, ha conosciuto interessanti lavori di restauro, e spicca per la sua posizione al sommo di una piccola collina. Agli inizi del 1200 nei dintorni fu combattuta una battaglia tra il Comune di Perugia e di Assisi e i perugini fecero molti prigionieri, tra questi vi era anche il figlio di Pietro Bernardone, il futuro san Francesco, che per un anno rimase poi carcerato a Perugia.

Nel 1216, di ritorno dall’incontro con Onorio III, durante il quale aveva ottenuto l’Indulgenza Plenaria (festeggiata il 2 agosto), Francesco si fermò a dormire presso il lebbrosario di Colle dove, in sogno, ebbe la certezza che l’Indulgenza era stata confermata. Della presenza di Francesco nel borgo di Colle ne parla un’importante fonte scritta: il Diploma del vescovo di Assisi Teobaldo, o Canone teobaldino, emanato dalla curia vescovile il 10 agosto 1310.

“Egli poi, lasciando Perugia e ritornando verso Assisi, a metà strada, in una località che è chiamata Colle, ove era un lebbrosario, riposandosi un po’ con il compagno, si addormentò. Al risveglio, dopo la preghiera, chiamò il compagno e gli disse: “Frate Masseo, ti dico da parte di Dio che l’Indulgenza concessami dal sommo pontefice è confermata in cielo”. E questo lo riferisce frate Marino, nipote del detto frate Masseo, che lo udì di frequente dalla bocca del proprio zio. E questo frate Marino da poco tempo, verso il 1307, carico d’anni e di meriti, si è addormentato nel Signore…”

L’odierna chiesa parrocchiale, che risale alla fine del 1700, si affianca alla chiesa più antica e più piccola che raccoglieva i fedeli all’interno del Castello. La parte terminale del campanile, ben visibile anche a notevole distanza e costruita nel 1856, poggia sul troncone di una robusta torre della cinta muraria. Nel territorio della parrocchia si trova un’antichissima cappella, detta “Madonnuccia di Campagna”, che conserva affreschi di notevole interesse.

Molto venerata è la Madonna Assunta dei dodici Apostoli, che ha una degna collocazione al centro dell’abside. Ogni cinque anni gli abitanti di Colle organizzano una grande celebrazione, detta “Festa Grossa”, il cui momento più significativo è rappresentato dalla lunga processione che si snoda festosa la mattina del 15 agosto.
Oggi la parrocchia conta circa 2.220 abitanti; dal 1965 fino al 2005 ha avuto come parroco Don Ugo Scappini. Don Claudio Schioppa è stato il parroco dal 2005 al 2017. Gli attuali parroci sono Don Antonio Paoletti e Don Emanuele Bolognino.

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