Identità e compiti del gruppo Cartitas | Unità Pastorale 14 - Perugia-Città della Pieve

Identità e compiti del gruppo Cartitas

Caritas
Caritas

Cos’è la Caritas parrocchiale?

Ogni parrocchia, espressione della Chiesa, concretizza la propria missione:

  • annunciando la Parola di Dio;
  • celebrando la salvezza:
  • testimoniando l’amore.

La Caritas parrocchiale è un gruppo di persone che ha il compito non di sostituirsi alla comunità nel fare il bene, ma di animarla, coordinarla e sostenerla nella sua azione caritativa. Essi operano volontariamente, dedicando tempo alla propria formazione, impegnandosi per iniziative a favore dei poveri e aiutando l’intera comunità a crescere nella consapevolezza delle vecchie e nuove povertà e le loro cause.

 

Cosa fa la Caritas parrocchiale?

La Caritas parrocchiale ha dunque una funzione prevalentemente educativa. Il suo impegno non si esaurisce nel prendersi cura dei poveri, ma nel restituire alla comunità la gioia e la responsabilità di questa attenzione.

L’animazione della carità della parrocchia si realizza attraverso la “pedagogia dei fatti”: la crescita di ogni persona e dell’intera comunità cristiana avviene, cioè,  attraver-so esperienze  concrete, significative e par-tecipate.  Coinvolgendo ragazzi, giovani e adulti in tali esperienze, la Caritas aiuta a rendersi conto dei problemi e a farsene carico in prima persona.

 

Come opera la Caritas parrocchiale?

La Caritas lavora seguendo un metodo basato sull’ascolto delle persone, sull’osservazione della realtà e sul discernimento, finalizzati a individuare le opportune azioni di animazione della comunità e di vicinanza ai poveri.Perché una parrocchia possa dire di aver compiuto il necessario per la vita di carità, è necessario portare avanti due azioni: l’animazione alla carità dell’intera comunità e il servizio a chi vive nel disagio. Questi sono i due polmoni che fondano il lavoro di ogni Caritas parrocchiale.

 

Chi fa parte della Caritas parrocchiale?

Membri della Caritas parrocchiale sono operatori volontari – uomini e donne di diverse età – che si impegnano in un cammino formativo e vivono l’appartenenza alla comunità cristiana. Interpretano il loro servizio come finalizzato alla cre-scita di tutta la comunità cristiana sul tema della carità. Indipendentemente dal ruolo e dal tempo dedicato al suo servizio, l’animatore Caritas si caratterizza per la precisa intenzionalità con cui svolge il suo compito.

 

Quali sono le principali azioni della Caritas parrocchiale?

Le finalità della Caritas parrocchiale sono:

  • sensibilizzare la comunità parrocchiale alla testimonianza della carità e all’impegno per la giustizia e la pace, in fedeltà al precetto evangelico della carità e in risposta ai problemi del territorio e del mondo;
  • conoscere le forme di povertà e di bisogno presenti sul territorio e le cause e le circostanze che le originano, e favorire la presa di coscienza della comunità parrocchiale;
  • svolgere opera di informazione e sensibilizzazione intorno ai problemi e le povertà su scala mondiale;
  • studiare e proporre forme di coinvolgimento e risposta di fronte ai bisogni e alle povertà del territorio e svolgere un contemporaneo compito di informazione e chiamata in causa delle istitu-zioni e della società civile;
  • animare e organizzare in parrocchia le collette indette a livello diocesano o nazionale;
  • promuovere e favorire l’impegno di volontariato e assicurare ai volontari adeguata formazione spirituale e operativa;
  • favorire la diffusione di stili di vita improntati all’accoglienza, all’ospitalità, al dono di sé;
  • collegare e coordinare gruppi, associazioni e iniziative ecclesiali nel campo della carità perché siano percepite come espressione dell’unica Chiesa;
  • collaborare, nel rispetto della propria e altrui identità, con altre iniziative e proposte di promozione umana.

 

Cosa vuol dire animare?

L’azione dell’animare si comprende a partire dai suoi destinatari:

    • la comunità, che viene aiutata a non cedere alla logica della delega, per cui ogni battezzato è invita-to a coinvolgersi in prima persona;
    • il territorio perché non accetti l’ingiu-stizia della presenza del povero, ma si adoperi concordemente per attivare tutte le risorse disponibili;
    • i poveri, perché uscendo da una logica assistenziale, siano coinvolti come protagonisti nelle azioni della comunità cristiana e civile a loro favore, promossi nella loro dignità e non esclusi.

 

Opere che sono segno, segni che sono servizi

I servizi diretti ai poveri presenti sul territorio si preoccupano di restituire al povero la sua dignità, attraverso il riconoscimento e la valorizzazione concreta della persona in vista di una sua crescita personale.

L’attenzione è che il servizio non generi assistenzialismo, ma piuttosto che il povero sia aiutato a promuovere se stesso, attraverso un graduale percorso di autonomia e di riscoperta della propria persona e delle relative risorse.

È importante curare che le opere mantengano la dimensione di “segno” in una triplice direzione:

      • segno per i poveri di un Dio che è amore, accoglienza e perdono, e che fa di tutto per restituire dignità ai suoi figli;
      • segno per la comunità cristiana, come invito ad amare non a parole, ma  nei fatti, lasciandosi coinvolgere nel servizio;
      • segno per il mondo, per ricordare a tutti l’importanza dell’attenzione a chi rimane indietro, della considerazione per ogni persona, della lotta alla cultura dello scarto.

Le parrocchie dell’UP 14 attivano i seguenti servizi nel segno della carità:

      • centro di ascolto;
      • patronato (in collaborazione con ACLI);
      • raccolta e distribuzione indumenti;
      • raccolta e distribuzione alimenti freschi;
      • doposcuola per bambini e ragazzi in difficoltà;
      • emporio solidale “Siloe”;
      • sostegno alla ricerca di impiego (in collaborazione con ACLI);
      • visita di anziani e malati nelle case;
      • iniziative di raccolta viveri;
      • iniziative di raccolta fondi.

Puoi condividere...
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
  •